giovedì - domenica
16 - 20
Ingresso libero
Inaugura sabato 13 giugno alle ore 18 la mostra Geografie del margine, tra crisi ambientali e diritti negati, II edizione di BIS - Biennale Itinerante del sociale.
Una mostra fotografica collettiva con fotografi internazionali che, attraverso la fotografia sociale sui diritti umani, interroga il presente e rende visibili storie troppo spesso marginalizzate.
10 fotografi internazionali. 10 reportage sulle crisi del mondo contemporaneo.
In un percorso espositivo che attraversa il Sud Globale e l’Europa, la seconda edizione della BIS – Biennale Itinerante del Sociale, documenta alcune delle trasformazioni più urgenti del nostro tempo.
Dieci autori internazionali interpretano la realtà attraverso ritratti, paesaggi interiori ed esterni, alternando bianco e nero e colore in un racconto plurale che mette in discussione le narrazioni dominanti del mainstream.
Trattano l’ecologia sociale e la trasformazione dei territori mostrando come la crisi ambientale sia strettamente connessa all’identità culturale e sociale delle comunità che li abitano. In questo contesto si inseriscono i lavori di Pino Bertelli, Paula Jesus e Sebastián López Brach, che indagano le trasformazioni radicali tra Sud America ed Europa orientale, segnate da politiche estrattive invasive e mutamenti irreversibili del paesaggio umano e naturale.
Tra Kurdistan, Cisgiordania, Africa occidentale e America centrale, le opere di Murat Yazar, Arthur Larie, Anna Consilia Alemanno e Israel Fuguemann raccontano territori attraversati da conflitti, marginalità e resistenza, dove la dignità umana emerge come filo conduttore tra infanzia negata, identità calpestate e diritto all’abitare.
L’emergenza climatica e la gestione dei beni comuni sono al centro dei lavori di Mirko Cecchi, Vito Finocchiaro e Pablo Tosco, che affrontano temi come estrattivismo, crisi idrica globale e nuove forme di disuguaglianza ambientale, aprendo una riflessione sul futuro del pianeta e dei suoi equilibri sociali.
Un progetto culturale dell’Associazione Pachamama che porta la cultura dei diritti umani in contesti urbani e di marginalizzazione. Nasce dall’idea che l’arte e l’accesso all’informazione siano un bene comune, non un privilegio.
Attraverso un viaggio fatto di immagini, la BIS entra nei territori della marginalità sociale e ambientale non per descriverli dall’esterno, ma per far emergere le voci che li attraversano. La fotografia diventa così linguaggio condiviso e spazio di ascolto.
La diffusione delle opere avviene in modo itinerante tra musei e spazi urbani, senza gerarchie tra centro e periferia. Palazzi storici, scuole, cortili, spazi museali e quartieri marginalizzati diventano luoghi di un discorso comune, in cui ogni voce ha pari dignità e ogni pubblico il diritto all’accesso alla cultura.
Inoltre, è anche un laboratorio culturale diffuso: in ogni tappa propone incontri e attività rivolte a bambini, adolescenti e donne, attraverso fotografia, scrittura, rilegatura artigianale e giornalismo partecipativo, come strumenti di espressione e autodeterminazione.
Un ente indipendente senza scopo di lucro impegnato nella promozione dei diritti umani, della giustizia ambientale e della cooperazione internazionale.
Attraverso mostre, laboratori, reportage e programmi educativi, l’associazione costruisce spazi di dialogo tra comunità locali, istituzioni e reti internazionali. Le sue attività si sviluppano in contesti di vulnerabilità sociale, dalle periferie urbane italiane alle regioni del Sud America, con l’obiettivo di restituire visibilità a chi è escluso dai canali ufficiali di rappresentazione.
I principi guida del progetto sono l’itineranza come motore di trasformazione sociale, la coesione attraverso l’incontro tra culture, l’accessibilità come forma di democrazia culturale e il riconoscimento delle identità territoriali.
L’associazione collabora con scuole, università, fondazioni, ONG e istituzioni pubbliche per sviluppare percorsi di cittadinanza attiva, sensibilizzazione e sviluppo sostenibile in Italia e all’estero.